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mercoledì 11 maggio 2016

FOTOGRAFIA EUROPEA 2016 - VIAGGIO LENTO SULLA SS9 personale di CINZIA BIANCHI





VIAGGIO LENTO SULLA SS9

Mostra personale di

CINZIA BIANCHI








a cura di Stefania Ferrari

7 MAGGIO – 10 LUGLIO 2016


INAUGURAZIONE SABATO 7 MAGGIO ORE 18

In questi anni, in cui viene curato il viaggiare lento, lo spostamento con ritmi più umani e naturali, le mie chiocciole hanno deciso di avventurarsi sulla via Emilia per ammirarne gli scorci storici e rischiare sulla sua transitata carreggiata stradale e…strisciando strisciando, si sono fatte il percorso da Bologna a Reggio Emilia, giungendovi visibilmente stanche, ma, ve lo assicuro, in ottima forma.
(C.B.)



Con una esposizione personale all'interno del Circuito Off di Fotografia Europea, iniziativa internazionale che si tiene da ormai dieci anni a Reggio Emilia, Cinzia Bianchi, fotografa toscana con al suo attivo numerosi lavori attenti non solo all'estetica della fotografia, ma anche alla tematica ambientale, culturale e antropologica, propone quest'anno una mostra, curata da Stefania Ferrari, dal titolo Viaggio lento sulla SS9, che comprende una carrellata di opere in cui due chiocciole fanno da guida tra paesaggi e monumenti che costeggiano la via Emilia, accompagnando lungo un percorso insolito che si snoda tra storia e cultura, presentando vedute non convenzionali e poco conosciute. Con le sue immagini fotografiche, la Bianchi diviene biografa ufficiale delle due inconsuete viandanti, seguendole e immortalandole nelle tappe del loro viaggio, in cui si assaporano panorami da un diverso punto di vista, privilegiando la lentezza, l'osservazione, il particolare, tutto ciò che normalmente non è compreso nella velocità e nella fretta. 




***


Cinzia Bianchi ha realizzato una delle mostre più originali dell'edizione di Fotografia Europea 2016, effettuando una operazione molto semplice: cambiando il punto di vista. Il che non è molto frequente e lo si può facilmente intuire osservando le opere di altri fotografi.
Generalmente in ogni immagine c'è la presenza di due elementi: il punto di osservazione del fotografo e il soggetto ritratto. Personalità artistica che realizza, che crea e oggetto della foto. La Bianchi ha introdotto un terzo elemento: il punto di vista del soggetto fotografato: le sue chiocciole viaggiatrici.
Abbassandosi, rendendosi piccola, rinunciando in un certo senso al suo ruolo di protagonista d'arte, diviene biografa delle piccole, lente pellegrine che hanno deciso di intraprendere un viaggio, inusuale per loro, alla scoperta di un mondo nuovo e sconfinato, pericoloso, insidioso, ma denso di sorprese e di avventura.
Non più attraverso prati e cespugli, giardini fioriti e orti succulenti, ma accanto ai bordi di una strada apparentemente infinita, arrampicandosi lungo pareti di monumenti e case, scoprendo angoli minuscoli, anfratti che offrono riparo e particolari architettonici che normalmente vengono ignorati o, semplicemente, non notati.
Questa acuta e originale osservatrice del mondo, con la sua macchina fotografica ha capovolto l'ordine di considerazione, ottenendo immagini che hanno sì mantenuto la sua impronta, l'autorevolezza fotografica, rendendo tuttavia primario non il suo punto di vista, ma quello dei suoi soggetti.
Elogiando la loro lentezza di movimento e le loro ridotte dimensioni, Cinzia Bianchi sottolinea la rilevanza dell'osservazione senza fretta, della scoperta sorprendente, della novità che non ci si aspetta da luoghi talmente conosciuti da risultare scontati.
La scelta del bianco e nero, di indubbio fascino, è stata forse dettata anche dal desiderio di ritrarre in modo più fedele il mondo così come lo vedono le chiocciole, senza troppi colori, tranne quell'auto, così rossa da sembrare loro un enorme, meraviglioso fiore dalla strana forma.
Con tecnica semplice, eppure raffinata, questa fotografa ci ridimensiona, facendoci intraprendere con lei un viaggio lento, eppure denso di straordinarietà, che riserva una esperienza assolutamente unica nel suo genere, lungo una via ricca di storia e di storie, raccolte e a loro volta narrate, da due piccole chiocciole.
Da sempre attenta a tematiche sociali, Cinzia Bianchi non le ha scelte a caso, anche per il loro simbolismo in alcune culture antiche, di rinascita e cambiamento. Con la forma a spirale delle loro conchiglie, rimanda a percorsi personali e di crescita interiore, votati ad un eterno divenire, senza mai cristallizzare il pensiero e la visione delle cose, determinando così apertura verso nuove persone, culture e collettività.



(Stefania Ferrari)








  







TORREFAZIONE H223

Via Calderini 3/b Reggio Emilia tel. 0522 1484372

Dal lunedì al sabato 7.00–19.30 – domenica chiuso





martedì 10 maggio 2016

I STEAMPUNK YOU IV EDIZIONE - Spiriti liberi, arte e originalità

A REGGIO EMILIA TRA ARTE, 
FOTOGRAFIA E DIVERTIMENTO





Il vapore è la loro energia, la fantasia la loro potenza, il divertimento il loro marchio di successo. Personaggi che paiono usciti direttamente dalla macchina del tempo di H.G. Welles, bardati con improbabili armi meccaniche e a vapore, in una via di mezzo tra l'Inghilterra vittoriana e un futuro postatomico, hanno animato le vie cittadine. Per il quarto anno consecutivo, facendo la gioia dei tanti fotografi che si aggiravano in città in occasione di Fotografia Europea e in cerca di curiosità e nuovi spunti per immagini fuori dell'ordinario, si è tenuto sabato 7 maggio dalle 17.00 un nuovo appuntamento con I Steampunk You. Un nutrito gruppo di rappresentanti di questo non convenzionale movimento culturale, che si ispira principalmente ai racconti di Giulio Verne, ha sfilato tra le strade del centro storico di Reggio Emilia, partendo da piazza Fontanesi sino alla sede universitaria di viale Allegri in cui è allestita, in collaborazione con Il Circolo degli Artisti, una mostra d'arte di ispirazione steampunk.
Tra la curiosità dei più, l'evento spettacolare è iniziato con una sorta di flashmob-seduta fotografica per i tanti appassionati, e anche professionisti, che si sono radunati nella piazza reggiana, trasformata in una fucina in cui ingranaggi, meccanismi e ruote dentate, corsetti, occhiali e cappelli hanno fatto volare la fantasia oltre i confini temporali e della realtà.
L'abbigliamento un po' folle ma estremamente credibile dei partecipanti e opere di geniale talento degli artisti, hanno regalato momenti di arte e cultura di certo fuori dal comune e, con questo nuovo appuntamento, Reggio si conferma sempre più uno dei centri catalizzatori di questo insolito movimento.
(Stefania Ferrari)

domenica 1 maggio 2016

ARTE E CULTURA FUORI DAGLI SCHEMI -



I week end nei Giardini di Afrodisia

Grande fermento in Reggio Emilia, in cui poliedriche e cosmopolite personalità artistiche seguono un filo che guida lungo un percorso estemporaneo di eventi, slegati tra loro e di diverso genere, che tuttavia contribuiscono a rendere vitale una cittadina in cui i nomi dei creativi si ripetono ormai da decenni.
Approfittando di spazi espositivi non istituzionali e fuori dagli schemi, sull'onda già iniziata da parecchio tempo negli Stati Uniti e nelle capitali europee più dinamiche, pittori, scultori, fotografi, scrittori, attori, performer praticamente ogni week end inaugurano mostre e esibizioni all'interno di locali che accolgono pubblico non specializzato, ma numericamente molto rilevante, creando un circuito virtuoso in cui la cultura viene portata al fruitore che, uscendo da bar, ristoranti, caffetterie, parchi e giardini, porterà a sua volta cultura tramite il passaparola o le condivisioni in rete.
Ancora non apprezzata dalla maggioranza degli artisti vecchio stile, che amano appoggiarsi a gallerie o sedicenti tali spesso dietro molto salato obolo, i più lungimiranti, non solo esordienti ma anche di già affermato nome, comprendono la possibilità di avere un vastissimo pubblico che giornalmente ha la facoltà di apprezzare, gratuitamente e senza spostarsi dal luogo in cui solitamente fa colazione o aperitivo, opere di varia qualità, stile, tecnica che più o meno mensilmente si rinnovano con altre mostre di altri autori.
L'arte fine a se stessa serve davvero a poco, mentre portata nei luoghi di aggregazione, anche non deputati ad esposizioni, potrebbe scalfire qualche animo votato solo a reality e talent, aprirgli nuovi orizzonti e, quindi, aprire anche la mente, condicio sine qua non è possibile cambiare le carte in tavola quando la mano promette male, proprio come per molti in questo periodo.
I Giardini di Afrodisia, che dal 2012 ad oggi ha collaborato all'organizzazione di oltre settanta eventi artistici e culturali, contribuisce assai spesso nel rendere appetibili i fine settimana creativi e anche in questo ultimo mese sono diversi gli eventi in chiusura e apertura, come ad esempio la prestigiosa collettiva Lo strappo di Penelope (8 Infinito) terminata il 30 aprile dopo due mesi di esposizione all'Hotel Astoria-Mercure e che ha visto diciassette artisti interpretare la vita di altrettante donne coraggiose, avendo un riscontro mediatico e di pubblico a livello oltre che nazionale. 
http://igiardinidiafrodisia.blogspot.it/2016/02/lo-strappo-di-penelope-8infinito.html




Oppure la più tradizionale mostra pittorica Emozioni con l'acqua di Piero Vezzani, presso Trattoria Sipario e prorogata sino al 6 maggio, in cui acquerelli delicati ritraggono scorci della città e panorami delle colline davvero carichi di emozioni.
In chiusura ai primi di maggio anche una personale fotografica di Giancarlo Bonacini, presso Max Cafè, che con Flores diversi sumus ritrae fiori come fossero persone, sottolineando come l'unicità renda possibile il confronto e quindi la crescita della comunità.
Inaugurata invece il 30 aprile la bipersonale Attenti a quei due – Movimenti d'Arte, di Ferruccio Mirandola e Oscar Luca Taddei, con grande affluenza di pubblico per la vernice presso il locale ospitante, il Cafè Bistrò del Centro Simonazzi.
In partenza la personale fotografica di Cinzia Bianchi Viaggio lento sulla Ss9, all'interno del Circuito Off di Fotografia Europea, che inaugurerà il 7 maggio alle 18 alla Torrefazione H223, mostrando il percorso dal punto di vista di due chiocciole.













Sempre per il circuito Off, la personale fotografica intitolata Divertimentificio Emilia- Fotostorie di vecchie discoteche ad opera di Massimo Tassi, prenderà il posto degli acquerelli di Vezzani a Trattoria Sipario, a partire dal 7 maggio, mostrando il com'era com'è dei tanti locali da ballo che hanno punteggiato la storia del divertimento lungo la via Emilia.

mercoledì 6 maggio 2015

FOTOGRAFIA EUROPEA - GINO BEDESCHI, RODOLFO PETTAZZONI, FABIO VEZZANI: ORME GOTICHE



ORME GOTICHE
Viaggio nelle terre del mistero

mostra fotografica di
Gino Bedeschi, Rodolfo Pettazzoni, Fabio Vezzani

a cura di
Giulia Cigni, Andrea Gibertoni, Massimo Tassi




8/5 – 15/6/2015

Miskatonic University Bookstore
Via Squadroni 10/a, Reggio Emilia tel. 0522-1715765

Incontro con gli artisti
 venerdì 22 maggio ore 19,00

Un collettivo di creativi si mette sulle tracce di enigmatiche orme gotiche, spingendosi in una dimensione senza tempo, dove coglie clamorose esperienze sensoriali, restituite con forte e rispettosa emozionalità.
Castelli dove vagano presenze alla ricerca di una risposta, eventi del passato sui cui non è stata scritta la parola fine, luoghi abbandonati in cui riecheggiano episodi mai chiariti. Un itinerario visivo per colpire l'immaginario.

in collaborazione con
l Circolo di Lovecraft, Giardini di Afrodisia, Miskatonic University, Yorick







mercoledì 29 aprile 2015

FOTOGRAFIA EUROPEA - MASSIMO TASSI: LO SPLENDORE DEL RE MALVAGIO




LO SPLENDORE DEL RE MALVAGIO

mostra di 

MASSIMO TASSI

a cura di Gino Bedeschi
promossa da Dimensione Foto, Ass. Yorick per la Cultura, Ass. Cavalieri di Gerico


Oggetti dal fascino magnetico ed enigmatico affiorano nel deserto o in spiagge solitarie, nel territorio che corrisponde all’antica Palestina. Rivelano tante storie della Storia, restituendo sogni di potere, travolgenti passioni, efferati delitti, battaglie e la vita quotidiana di popoli scomparsi. E su tutto, ecco svettare la figura di Erode il Grande, spietato sovrano della Giudea all’epoca della nascita di Gesù, rievocato con scatti immaginifici in luoghi di rara bellezza paesaggistica.

8 MAGGIO -15 GIUGNO

DIMENSIONE FOTO

via Emilia all’Angelo 21/F
Reggio Emilia





FOTOGRAFIA EUROPEA - AIROMA: LA FORZA DELLA NATURA




LA FORZA DELLA NATURA

mostra fotografica del gruppo

AIROMA

Aida Palmieri, Roberta Lodi Rizzini, Maria Grassi



a cura di Stefania Ferrari

Anche questa volta il gruppo AIROMA, formato da Aida Palmieri, Roberta Lodi Rizzini e Maria Grassi, coglie nel segno, presentando un progetto artistico che non solo si inserisce perfettamente nel tema di questa edizione di Fotografia Europea, ma ne offre una interpretazione personale e composta da visioni diverse, descrivendo La Forza della Natura, titolo della mostra.
Partendo dai quattro elementi che tutto formano, terra, aria, acqua e fuoco, le tre Signore della pittografia offrono spunti di riflessione riguardanti gli effetti che ha prodotto l'impatto dell'uomo e del suo progresso tecnologico, sul nostro pianeta.
Ognuna di loro ha affrontato il soggetto in modo diverso, interpretandolo in maniera positiva o negativa, nonché poetica, sottolineando l'amore sia per la Terra, sia per l'umanità che ne fa parte.

Aida Palmieri, con la sua serie di quadri, evidenzia la piccolezza dell'uomo nei confronti di un pianeta ben lontano dall'essere domato e che quando mette in atto tutta la sua potenza, ancora spaventa e stupisce. Le acque possono sì essere incanalate, ma il loro percorso è inesorabile e il turbinare non può essere fermato che per poco. Basta una pioggia possente per scatenare i flutti, rendendoli temibili antagonisti. Pioggia portata dalle nubi, sospinte dall'aria, che può essere brezza piacevole o uragano, portatrice di gocce che dissetano il terreno o che gonfiano la forza del mare. E poi ecco il fuoco, che Aida ritrae benevolo su piccole candele di cera, che si collegano al lavoro incessante delle api, abitatrici indispensabili della natura, senza le quali non esisterebbe cibo su questa terra, così meravigliosa e benevola, quanto pericolosa e instabile. Ancora, dopo miliardi di anni, il suo corpo si scuote e ciecamente distrugge, incurante di ciò che l'uomo ha costruito con fatica.

Roberta Lodi Rizzini ha invece un altro approccio, più critico nei confronti degli effetti causati dall'umanità, che con ben poco rispetto, e direi ben poca lungimiranza, sfrutta senza ritegno ogni risorsa disponibile, ritenendosi in diritto di utilizzare egoisticamente un patrimonio tutt'altro che inesauribile. In opere che contengono immagini di figure umane, distorte dal dolore o dalla paura, presenta un mondo incrinato, sul punto di spezzarsi per nostra colpa. Persino le acque, nutrimento indispensabile per la vita, sono ormai luoghi di morte e causa di morte, per il troppo inquinamento. Il fuoco, alleato dell'umanità, può trasformarsi in un distruttore inesorabile di ogni forma vitale e anche di fronte a ciò, spesso il terrore ha il sopravvento. Solo per l'elemento aria Roberta ha una visione positiva: forse alla fine di un percorso che ha evidenziato i rischi di distruzione per il pianeta, il tramonto darà pace, con una ulteriore opera in cui l'innocenza dell'infanzia regala un effetto speranza.


Maria Grassi si muove ispirata, partendo da alcuni versi poetici in cui invita al rispetto per una casa comune, la natura stessa, con la sua bellezza e il suo spirito selvaggio, in cui tutti siamo compresi. Le sue opere sono oniriche e visionarie, monti violacei ospitano un'alba luminosa, portatrice di nuova fiducia, una colonna di candore incandescente nasce da una terra nuova e il fuoco, in un tripudio di lapilli e lava sinuosa, nel ricordo di un Big Bang in cui esplode un pianeta simile a cristalli, si formano nuove stelle, che illuminano la notte della nostra Terra, in cui una natura madre sempre ci nutrirà, inconsapevole della sua immensa forza.

Aida Palmieri



Roberta Lodi Rizzini



Maria Grassi



Tre modi differenti di rappresentare gli elementi che compongono il nostro pianeta: terra, aria, acqua e fuoco, fonte di creazione o distruzione, secondo il fine che l'essere umano ne decreta. Arte e messaggio di riflessione, per una maggiore responsabilità verso la Terra e le sue risorse.

9 MAGGIO - 30 GIUGNO 2015

Inaugurazione sabato 9 maggio ore 18.00

sala espositiva MAX CAFE'


via Guidelli, 1/f Reggio Emilia

tutti i giorni dalle 7.00 alle 19,30 - chiuso la domenica

In collaborazione con




FOTOGRAFIA EUROPEA - LUCA LOLLI: SOTTO IL CIELO D'EMILIA






SOTTO IL CIELO D'EMILIA

Ritratti di paesaggi conosciuti

Mostra fotografica personale di

Luca Lolli

a cura di Stefania Ferrari

Incontro con l'artista venerdì 22 maggio ore 17.30





Uno sguardo filiale sul territorio della campagna emiliana, in particolare della bassa bolognese.
Luoghi familiari, eppure spesso poco conosciuti, attimi colti quasi distrattamente dal riquadro del finestrino dell'auto o durante la corsa del treno. Il fotografo ferma questi momenti percorrendo paesaggi e atmosfere incantate, che ci parlano di un passato vicino, minacciato dall'inevitabile processo di evoluzione tecnologica e industriale.


5 MAGGIO – 30 GIUGNO 2015


Il cielo d'Emilia, sfondo di campi e filari, che sovrasta campagne che stanno via via scomparendo, inghiottite da città sempre più allargate e invadenti. Eppure ancora esistono scorci di passato recente e di presente, testimonianze di spazi verdi e ordinati e campi in cui ancora vigila impettito lo spaventapasseri, anche se di passeri ormai non ce ne sono quasi più.

Con sguardo benevolo e velato dalla nostalgia, Luca Lolli, attraverso il finestrino dell'auto o quello del treno, osserva il panorama circostante, cercando di fermare quegli istanti in una serie di scatti che rivelano quanta dolcezza ci sia ancora intorno a noi.

La familiarità con questi luoghi (ciò che lui ritrae è infatti la sua campagna bolognese), tende a non fare osservare e spesso nemmeno vedere la morbidezza delle sfumature che si alternano. E quella linea dell'orizzonte è sì diritta, ma tutt'altro che piatta. Allo sguardo si rivelano casolari, file di alberi che svettano verso il cielo, arabeschi nel terreno così perfetti che sembrano creati appositamente e non il risultato casuale del passaggio di un trattore.

Le fotografie di Luca Lolli non sono il frutto di particolari programmi di elaborazione grafica, ma la conseguenza di una osservazione amorevole del territorio in cui vive e in cui è nato, sono l'effetto di una mescolanza tra passione fotografica e legame sentimentale.

Guardando questi scatti, che sono la sua prima mostra personale, è possibile scorgere non la meticolosa, a volte maniacale, precisione tecnica di un cultore della fotografia fine a se stessa, spesso ineccepibile dal punto di vista dell'esecuzione ma più povera da quello emozionale, ma appunto quella affettuosa relazione con la sua terra, filiale lui l'ha definita, che collega il suo occhio con quello della macchina fotografica.

Il prodotto finale è qualcosa di inedito, soprattutto nell'ambito di una manifestazione come Fotografia Europea, in cui il voler stupire ad ogni costo attraverso manipolazioni estreme sembra superare, forse un po' tradire, il semplice desiderio di documentare e di ricordare.

Il ricordo appunto credo sia ciò che lo ha spinto a realizzare queste foto, la speranza di poter un giorno rivedere le proprie origini, quando probabilmente scenari avveniristici fatti di metallo, vetro e cemento, avranno sostituito filari di vite e ordinate piantine appena spuntate dal terreno.

Luca Lolli è un osservatore e un raccontatore. Ha tra le sue mani una macchina del tempo che permetterà di tornare indietro con la mente e con lo sguardo, per rivivere ciò che lui ha visto e che lo ha incuriosito. Un colpo d'occhio di grande impatto prospettico ci riporterà in un giovane frutteto, mentre colori fiammeggianti di tramonti di pianura, ci ricorderanno che la bellezza è ovunque, anche dove meno te la aspetteresti.

Fieno e acqua, terra e piante, tutto questo scorre lungo un percorso che somiglia ai fotogrammi di un film, imperniato sull'affetto e sulla delicatezza dell'immagine, senza desiderio di trasgressione o di modernità, senza l'ausilio di effetti speciali che modificano la realtà, perché in fondo, a volte, la realtà può essere bellissima. Così com'è.



TRATTORIA CAFFETTERIA SIPARIO

Via Allegri, 1/a Reggio Emilia

Dal lunedì alla domenica 12.00 -14.30 e 19.00 – 23.00



FOTOGRAFIA EUROPEA - ROBERTA LODI RIZZINI: ARGILLA ALLEGRA





ARGILLA ALLEGRA

Una prospettiva diversa per meditare sul nostro pianeta


Mostra fotografica personale di

Roberta Lodi Rizzini

a cura di Stefania Ferrari




“Tutto proviene dalla terra: i minerali, il carbone, l’argilla… Il fascino dell’argilla che, 
espulsa dal suolo terrestre, forma rigagnoli di liquido in grado di creare scenari surreali e fantastici. L’uomo, fin dagli albori dei tempi, ha imparato a lavorare la terra d’argilla ricavandone cose meravigliose. Da questa riflessione, inizia la mia ricerca e da essa sono nate queste immagini”.


8 MAGGIO – 23 GIUGNO 2015


Inaugurazione venerdì 8 maggio ore 18.00

con l'esibizione della danzatrice Maribel Gamero



Spazi espositivi


TORREFAZIONE H223



Via Calderini 3/b Reggio Emilia tel. 0522 1484372

Dal lunedì al sabato 7.00 – 19.30 – domenica chiuso

In collaborazione con




FOTOGRAFIA EUROPEA - CINZIA BIANCHI: PASSIONE TERRA









PASSIONE TERRA

Sguardi intensi velati di emozione

Mostra fotografica personale di

Cinzia Bianchi

a cura di Stefania Ferrari


Incontro con l'artista sabato 23 maggio ore 18.00





Un modo diverso di vedere il pianeta potrebbe farlo amare di più? Potrebbe avere più forza
di documento e di denuncia? La Terra incontaminata e quella disturbata dall'uomo,

la sua struggente bellezza e la sua oscura violenza, viste in maniera diversa, che effetto
potrebbero fare e quali reazioni desterebbero? Una rielaborazione di scatti cerca di creare incantamento e allarme, in relazione al Globo e alla sua armonica e contrastata convivenza con la nostra specie.


6 MAGGIO – 25 GIUGNO 2015


Passione Terra. Cinzia Bianchi è andata oltre il tema di questa edizione di Fotografia europea, Effetto terra, per dichiarare il suo grande amore, la sua vera passione, per il pianeta. Lo ha fatto attraverso una serie di rielaborazioni che spingono ad una osservazione ravvicinata, attraverso immagini che richiedono ben più di una occhiata fugace per coglierne il vero contenuto e il messaggio, celato all'interno.

Quella cui lei mira, è una comprensione più profonda di quanto stia accadendo non solo al luogo che ci ospita e su cui tutti, senza eccezione alcuna, viviamo, ma su quali cambiamenti stiano avvenendo anche in noi stessi, a causa di uno sfruttamento e di una distruzione indiscriminati, quando invece sarebbe così semplice una gestione oculata, saggia e generosamente condivisa delle risorse.

“Pianeta centrifugato, scomposto e ricomposto”. Così lei stessa definisce le immagini che propone: quelle di una Terra ritratta da un punto di vista differente, simbolico, come luogo di nascita e rinascita. Ecco perché anche la forma, fortemente voluta, di questa sua serie di opere. Una Terra-Uovo, che tutto concentra in sé, emblema da sempre misterioso e semplice, completo e in divenire, esoterico (nascosto) ed essoterico (manifesto). Una Terra-uovo filosofale, come un simbolo alchemico di trasformazione interiore più che esteriore, che porterà a un cambiamento radicale.
Cosa celano dunque queste sue foto dalla figurazione inusuale? Un messaggio chiaro, per chi saprà scorgerlo, un incitamento alla riflessione, per chi trova che abbiano un significato oscuro.

Attraverso la manipolazione dell'immagine, Cinzia Bianchi ci spinge ad una analisi del reale da un punto di osservazione del tutto diverso, ci spinge a girarci, a capovolgerci, affinché si capovolgano anche le nostre più radicate convinzioni. Alla stregua del dio nordico Odino, acquistiamo saggezza sacrificando una parte del nostro consueto modo di osservare e come lui restiamo a testa in giù, avendo così un punto di vista del tutto inconsueto. E' in questo momento, in questa apocalisse personale (non con il significato che noi oggi diamo a questa parola, ossia catastrofe, ma in quello originale, cioè di rivelazione, scoperchiamento di ciò che è nascosto), che sorgono le domande che da tempo avremmo dovuto porci, rendendoci conto delle nostre responsabilità.

In questa forzata convivenza, tra noi e con gli altri esseri viventi di questo pianeta, benché nel tempo si siano creati parecchi danni, si potrebbero anche trovare soluzioni in grado di ripristinare, almeno in alcuni casi, la primitiva bellezza della Terra. Con le sue immagini-uovo che promettono la nascita di nuove acque, di nuove piante e di nuovi frutti, questa fotografa esaspera la curvatura del soggetto, per costringerci ad una sospensione di giudizio, a una meditazione che si cali nei meandri della più intensa consapevolezza.

Non le interessa del resto una semplice valutazione tecnica: che le sue opere siano valide da questo punto di vista, è palese anche a chi di fotografia nemmeno si diletta. Ciò che le importa è che chi osserva non si limiti alla visione, ma entri nella filosofia di chi l'opera l'ha creata, che comprenda il messaggio che emerge con forza da questi scatti, affinché il luogo in cui viviamo mostri tutta la sua selvaggia bellezza, la sua selvaggia furia, il suo selvaggio amore e ci sommerga con esso, facendoci finalmente comprendere che un semplice effetto terra non è sufficiente.

Per cambiare le cose è necessaria una grande passione. Passione Terra.


Spazi espositivi 


CAFFÈ' MAZZINI

Via Mazzini, 6 Reggio Emilia

Dal lunedì al sabato 7,30 -19,30 – domenica chiuso